Prof. Branemark e Nobel Biocare

impianti zigomatici

Sul finire degli anni Ottanta, in Svezia, il professor Per-Ingvar Branemark per primo diede un concreto aiuto ai pazienti oncologici che desideravano risolvere i problemi di edentulismo dentale attraverso i moderni impianti. L’implantologia dentale raccoglie un insieme di procedure che consentono di restituire ai pazienti uno o più denti perduti in modo veloce ed indolore.

Tuttavia, affinché gli impianti dentali possano essere applicati correttamente è necessario che il paziente presenti una quantità adeguata di osso dentale. I pazienti oncologici, avendo subito l’asportazione dell’osso mascellare, dovevano dunque rinunciare alla soluzione degli impianti.

Ma il professor Branemark, supportato dal suo team, sviluppò una nuova tecnica grazie alla quale anche chi presenta una carenza ossea può sfruttare i vantaggi dell’implantologia. Si tratta degli impianti zigomatici, vale a dire dei dispositivi in titanio più lunghi (arrivano a circa trenta millimetri) dei tradizionali impianti.

impianti zigomatici

Nonostante sia passato ben oltre un ventennio dall’intuizione del professor Branemark, ancora oggi l’implantologia zigomatica risulta essere la più valida alternativa all’innesto osseo nei casi di atrofia ossea dentale. Questi dispositivi, partendo dai molari o dai pre-molari, vengono ancorati alle ossa dello zigomo, così da poter supportare in maniera stabile e duratura i denti protesici. Sono diversi i vantaggi offerti dagli impianti zigomatici.

Anzitutto essi permettono di risolvere il problema di edentulismo in una sola seduta. L’intervento chirurgico è minimamente invasivo ed in tempi estremamente ridotti (circa settantadue ore) consente al paziente di poter contare su una protesi provvisoria che gli dona un comfort molto elevato sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista funzionale.

I disagi post-operatori sono dunque di minima entità, mentre le probabilità di successo di intervento sono molto alte (tra il 98 ed il 100%). Al professor Branemark oltre agli impianti zigomatici si deve l’osteointegrazione, ovvero quel processo indispensabile per poter integrare gli impianti dentali nell’osso.

Fu lo stesso dottore a parlare per la prima volta di osteointegrazione sul finire degli anni Sessanta. Egli intuì che per un’adeguata sostituzione dei denti con gli impianti era necessario che questi ultimi fossero accolti senza provocare reazioni di rigetto.

Pertanto, il materiale degli impianti deve essere totalmente biocompatibile, come il titanio. Le ricerche ed i prodotti sviluppati dal professor Branemark hanno ancora adesso una loro sede fisica: è la Nobel Biocare. Fondata nel 1981 in Svezia, a Goteborg, oltre ad essere un importante polo scientifico è riconosciuta come un’azienda leader nel settore dell’implantologia.