I tatuaggi troppo estesi ritardano la diagnosi del melanoma?

La letteratura accademica non si era mai occupata dei tatuaggi, questo almeno fino a due decenni fa, quando i tatuaggi non erano una moda e c’era una piccola nicchia di appassionati dei tattoo, che non destava l’interesse della ricerca medica.

Oggi che i tattoo sono letteralmente sulla pelle di tutti, aumenta l’interesse per le patologie ad essi correlate e, cosa più importante, sui problemi di salute che un disegno sotto pelle potrebbe aiutare a nascondere.

Uno di questi è il melanoma, una forma di cancro che parte nei melanociti e può, se non tenuta sotto controllo e rimossa, andare in metastasi e causare la morte di chi ne è stato colpito. La diagnosi del melanoma passa principalmente attraverso l’osservazione dei bordi, del colore e delle trasformazioni di queste macchie di colore particolarmente scuro, ed è proprio qui che la diagnosi va a scontrarsi con gli amati tatuaggi.

La forma irregolare, il colore non uniforme, l’asimmetria della macchia può infatti essere facilmente occultata dal tatuaggio, ritardando una diagnosi che è efficace solo quando avviene nei primi stadi dello sviluppo del cancro. 

Per questo motivo il personale medico e accademico sta conducendo una vera e propria battaglia informativa su questo tipo di problematiche. I soggetti che hanno tatuaggi, soprattutto se estesi, dovrebbero sottoporsi a controlli periodici di questi, al fine di individuare potenziali melanomi e intervenire per tempo. Se la mortalità nei primi stadi del cancro è infatti quasi nulla, cresce a dismisura una volta che il cancro riesca ad allargare i suoi confini al di fuori del melanoma.

Circa 1 paziente su 10 che non individua il melanoma per tempo ha come decorso della malattia la morte, una percentuale molto alta e che dovrebbe spingere a partecipare alla battaglia informativa tutti gli operatori del settore.

Si tratta di qualcosa che però, per fortuna, sta ricevendo una adeguata spinta proprio dai tatuatori, che nonostante non siano specialisti del mondo della salute, invitano sempre con più frequenza i soggetti a rischio potenziale a visitare un dermatologo e un oncologo prima di sottoporsi ad un tatuaggio. Una battaglia di vita, che non è una battaglia contro i tatuaggi.